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Jeet Kune Do o Street Fighting

Jeet Kune Do o Street Fighting

Free Fighting Academy

dicembre 9th, 2013

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ll Jeet Kune Do o Street Fighting, è un sistema di combattimento moderno nato poco più di 40 anni fa dall’artista marziale Bruce Lee.
Egli, che prima di essere attore fu un luminare del mondo marziale, teorizzò i concetti sui quali ancora oggi lo Street Fighting si basa.
Accortosi della limitatezza e parzialità di ciascuna arte marziale, orientale od occidentale che fosse, in termini di efficacia e di difesa da strada, elaborò un sistema noto come Jeet Kune Do.
L’intento fu da subito quello di attingere da ciascuna disciplina esistente quanto di meglio avesse da offrire in termini di efficacia, ripulirlo dall’eventuale superfluo, ed inserirlo in un contesto generale più ampio.
Seguendo questa linea di principio il JKD, presto ribattezzato Street Fighting (o combattimento urbano) per le sue caratteristiche esclusivamente NON sportive(non esistono competizioni o gare di alcun tipo), cominciò una crescita esponenziale verso il fine unico dell’efficacia.
Ben presto vennero implementate tecniche derivate dalla Boxe occidentale, dalla Kick e Thai boxe, dal Karate, dal Kung fu, dall’Aikido, dalla lotta greco-romana, dal brasilian Ju Jitsu e da innumerevoli altre discipline elaborate in modo da fondersi in un unico sistema capace di prendere in considerazione qualsiasi aspetto del combattimento e delle aggressioni in un contesto urbano.
Dal combattimento a lunga distanza al combattimento a terra, si distinguono 6 settori di studio fondamentali:
1 Long Range:

Tecniche di combattimento in piedi. La maggiore distanza in cui ci si può imbattere in un combattimento a mani nude. Comprende tecniche di calcio, pugno, ginocchiate, gomitate, oltre che tecniche esclusive mediante l’utilizzo di scarpe.
2 Corta Distanza:

Distanza più breve, già o quasi di contatto. Tipica degli ambienti al chiuso, affollate o comunque di situazioni in cui l’avversario è già ad una distanza tale da non permettere l’efficace applicazione delle tecniche di Long Range. Utilizzo delle cosiddette tecniche di Trapping o Mani appiccicose (Pak Sau, Lap Sau, Ubad, Jat Sau, ecc..).
3 Combattimento a terra:

Molto probabile, in un contesto urbano, la possibilità di finire anche involontariamente a terra, si è quindi reso necessario lo studio di tecniche applicate al suolo di ribaltamenti, chiavi articolari, strangolamenti.
4 Panantukan o Combattimento sporco (1 contro più avversari):

Molto importante in un contesto reale, ovviamente, lo studio di situazioni critiche di aggressioni in inferiorità numerica. Tecniche di movimento, studio rapido del contesto generale, e colpi estremamente rapidi e sequenziali come finger jab, foot trapping, falciate, ecc..
5 Leve articolari o Cinnà:

insieme di chiavi articolari atte a bloccare l’aggressore senza arrecare danno permanente.
6 Armi:

studio di utilizzo e di difesa di armi da strada quali: coltello, coltello butterfly, bastone corto o escrima, tonfa, pocket stick, nuntchaku (utilizzo e difesa da arma singola e doppia).

 

Negli anni, inoltre, il JKD proprio come voleva il suo fondatore, non ha mai smesso di migliorarsi e di evolversi.
Interi insiemi di tecniche vengono regolarmente modificate,
migliorate o eliminate, qualora sostituite da qualcosa di maggior efficacia.
Questo suo approccio estremamente reale ha portato ben presto lo Street Fighting ad essere adottato da tutti i corpi speciali di polizia più famosi del mondo come Nocs, SWAT, Navy Seal, F.B.I e molti altri.

Altra caratteristica fondamentale del JKD è la sua adattabilità.
Al contrario di quanto si possa pensare infatti, il sistema è utilizzabile da chiunque. Siano essi uomini o donne, dalle più differenti caratteristiche fisiche. Ogni allievo infatti svilupperà col tempo, autonomamente e con l’aiuto degli istruttori, il ‘proprio stile’ in base alle connotazioni fisiche e non.
Non si avrà mai, per esempio, una donna di 50 Kg adottare le stesse tecniche di difesa di un uomo di 80 kg e viceversa. Ogni individuo verrà spinto a sviluppare al meglio le proprie caratteristiche in modo tale da raggiungere il risultato più efficace possibile.

Infine, l’allenamento. Esso prevede lo studio per ciascuna lezione di 2 settori a rotazione, in modo da portare avanti contemporaneamente tutti le tipologie di combattimento. Sono totalmente assenti le forme o Kata tipiche di molte arti tradizionali, sostituite dallo studio tecnico a vuoto, in coppia e poi immediatamente pratico mediante l’utilizzo di tutte le protezioni necessarie alla sicurezza totale degli allievi.

 

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